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Verso la web tax

In Italia si fa fatica a trovare appena 3,5 miliardi di euro per rispettare i vincoli imposti dalla Ue. Così per trovarli si devono introdurre nuove tasse, come la web tax che forse colpirà i giganti del web che operano in Italia, ma pagano le tasse nei paesi dove hanno la residenza fiscale. Ma anche la tassa per le case vacanza e i bed and breakfast ribattezzata tassa Airbnb.

 Il problema è che questo tipo di tasse rischiano di essere bocciate da Bruxelles. Forse è meglio per il governo sguinzagliare l’Agenzia delle Entrate, come ha fatto per Google cge pagherà i 300milioni di euro come richiestro dal fisco italiano e Apple, e cercare di raccimolare il più possibile. Invece di mettere nuove tasse che diventeranno una barriera per l’ingresso di nuove società in italia. Ma saranno   uno scudo protettivo per chi opera già in Italia, che potranno mantenere la loro quota di mercato.

 Se queste proposte saranno votate da Camera e Senato, quindi diventeranno legge, l’Italia sarà una delle prima nazioni a mettere una tassa sul web. Ma se altri Stati non lo hanno fatto fino ad oggi ci sarà un motivo?
 Guarda cosa è successo con la Tobin Tax la tassa sugli acquisti di azioni di società italiane con capitalizzazione superiore a 500milioni di Euro. Che Germania e altri paesi dell’Unione Europea si sognano di mettere. A parte la Francia che ha una imposta simile-

 Cosa è successo con la Tobin Tax? Che le entrate non si avvicinano minimamente a quanto previsto dal governo tecnico di monti che ha introdotto questa tassa. E che viene pagata solo dai risparmiatori italiani, perchè chi può riesce a schivarla o perché investe su mercati esteri, non ritenendo più competitivo il nostro mercato. Oppure opera dall’estero dove riescono a non pagare la Tobin Tax. In realtà il governo che ha i giorni contati, con web tax e tassa Airbnb vuole anticipare la manovrona di autunno per evitare di approvare misure impopolari al ridosso delle elezioni.

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