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la redditività delle banche è bassa

Banche strette tra una morsa crisi di fiducia e bassa redditività, come uscire da questo circolo vizioso che mette a rischio l'economia italiana e quella del vecchio continente?
Le banche sono alle prese con una grave crisi di fiducia, e una bassa redditività causata da tre fattori. Il primo tassi in negativo, la decisione sui tassi in Eurolandia viene presa dalla Bce, e non più dalle singole Banche Centri Nazionali.
Che in questo momento sta attuando una politica monetaria espansiva per cercare di risollevare l’inflazione troppo sotto al 2% obbiettivo fissato dalla Banca Centrale.
Ma anche per cercare di rilanciare l’economia dell’Unione Europea messa in difficoltà dalle crisi in giro per il mondo.
Vedi Brexit che sta facendo più danni all’Unione Europea che al Regno unito.
Calo dell’economia cinese e di quella dei paesi emergenti, e crisi di alcuni paesi dell’Unione con alto indebitamento pubblico vedi Italia e Grecia.
Il secondo problema sono l’enorme quantità di crediti deteriorati da smaltire che stanno minando l’intero sistema europeo.
C’è chi dice che il focolaio di questa infezione sia l’Italia, ma anche le altre banche europee hanno problemi.
Il terzo problema che in molti sottovalutano sono gli investimenti in strumenti derivati che le banche non hanno mai smesso di fare dallo scoppio della bolla dei mutui subrpime del lontano 2008, quando si scoperchio il pentolone dei mutui concessi con troppa facilità anche a persone che non erano in grado di rimborsarli. E le banche per ridurre il rischio impacchettavano questi finanziamenti e li distribuivano sotto forma di crediti cartolarizzati ad altri soggetti per ridurre il rischio. Ancora oggi stiamo pagando le conseguenze di questi derivati.
Fortunatamente in Italia il problema e minore.
Altre banche hanno fatto largo uso di questi strumenti, vedi la Deutsche Bank, messa sotto osservazione anche dalla Fed, ma si tratta della divisione americana della banca tedesca.

Banche italiane il problema è anche la fiducia.

Il problema non è solo delle banche italiane ma anche di quelle europee.
Solo che loro, le banche europee,godono di maggiore fiducia.
Possono nascondere il problema dei derivati, possono limitare il danno causato dai credi deteriorati, e possono ridurre gli effetti dei tassi in negativo aumentando la redditività chiudendo filiali e aumentando i costi dei conti correnti.
Da noi, in Italia le banche stano attraversando anche un grosso problema di fiducia.
Guarda cosa sta accadendo alle quattro banche slavate dal governo nel novembre 2015 Carife, Carichieti, Etruria, Banca Marche con i bilanci ripuliti dalle perdite dove le offerte ricevute in asta per la vendita sono state rifiutate perché ritenute troppo basse da due fondi stranieri che hanno presentatole offerte. L’offerta non si avvicinava minimamente a 1,6 miliardi di euro, quanto il Fondo di Risoluzione, da non confondere con Atlante, nato per salvarle e finanziato dal sistema bancario ha investito.
In caso di vendita a una cifra inferiore a 1,6miliardi di euro le banche incasseranno una perdita, che forse sarà compensata grazie all’aiuto del governo che intende concedere degli sgravi fiscali.
Clienti in fuga da queste banche e cost idi gestioni delle filiali troppo alte, nonostante la buona posizione geografica, sconsigliano l'investimento in queste banche anche se liberate dalle perdite. Un po' quello che sta accadendo alle banche venete.

Come sarà la banca del futuro?

Modello di business da rivedere, Hanno un modello di business vecchio che va rivisto con chiusura di filiali e aumento degli investimenti nel fintech.
Il correntista vuole collegarsi al suo conto corrente non solo dal computer di casa, ma anche in mobilità con il telefonino.
Vuole anche servizi efficienti come la possibilità di fare bonifici gratuiti e veloci.
O richiedere un finanziamento e avere la risposta negativa o positiva, della concessione del muto o del prestito in tempi rapidi, quello che una banca tradizionale non può dare.
Anche il modo di investire i propri risparmi sta cambiando.
Se prima il risparmiatore veniva aiutato da un consulente, oggi rischia di essere sostituito da un’applicazione che prende decisione grazie ad algoritmi in base anche al rischio dell’investitore.
Sicuramente meno costosi del consulente, ma ad oggi è troppo presto per capire se farà gli stessi danni di un consulente in carne e ossa.

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