Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da Febbraio, 2016

Equitalia vuole accesso ai conti correnti

Ma è vero che Equitalia avrà accesso a conti correnti?
Pare proprio di si anche se non c'è nulla di certo, questo perché la Commissione Finanze del Senato ha approvato una norma che dà la possibilità a Equitalia di avere accesso a tutte le informazioni di carattere finanziario del debitore, cioè colui che ha un debito nei confronti di Equitalia.
Che potrà accedere alle informazioni su conti correnti italiani e stranieri, cessioni di beni come imbarcazioni e autovetture.
Questo provvedimento che per ora è solo una bozza sarà discusso dal Parlamento nel mese di settembre.
Perchè si è arrivati a tanto, perché la riscossione di Equitalia è in calo. Su 12milioni di cartelle che ogni anno vengono inviate solo una piccola parte vengono effettivamente riscosse.
Siccome l'Italia ha bisogno da trovare soldi per fare cassa da qui l'esigenza di violare la privacy dei contribuenti debitori in modo da recuperare più gettito possibile e nel più breve tempo possibile.
Da quando la prima …

Usa in recessione nel 2016?

Diversi fattori mettono a rischio la politica monetaria della Fed che dopo il primo rialzo dei tassi fatto a dicembre, dopo anni che erano fermi allo zero, si teme che nei prossimi mesi non ci saranno altri rialzi. Non ci sarà una marcia indietro, in pratica non si pensa che la Fed possa riportare i tassi di interesse a zero, ma difficilmente nel breve periodo ci saranno altri rialzi. Troppe le variabile interne, come un rialzo dell'inflazione, che rischiano di frenare l'economia Usa. Ed esterne come l'incertezza sull'economia mondiale per colpa delle tensioni geopolitiche sparse per il mondo. Nuovi fatti attualmente non prevedibili potrebbero verificarsi nel corso dell'anno. Non si scommette più sul rialzo dei tassi ma sulla recessione in Usa. Se fino a qualche settimana fa i gestori internazionali si domandavano quante volte la Fed nel corso del 2016 avrebbe rialzato i tassi. Con analisti che prevedevano almeno tre rialzi nel corso dell'anno. Adesso la do…

Unicredit rischia il default?

Tranquilli Unicredit non è ha rischio default, certo nessuno può dire che un giorno una banca sistemica non fallirà, ma per il momento questo scenario è escluso.
Anche se ha una redditività non buona per colpa della passata gestione che ha investito in mercati che oggi si sono rilevati non molto profittevoli per il colosso del credito italiano.

Così il nuovo management, già in discussione da alcuni azionisti che vorrebbero un cambio al vertice,Unicredit ha dovuto rivedere il piano industriale dismettendo alcune banche in paesi che in passato erano stato acquistate ha un prezzo che oggi risulta essere troppo alto. Come la vendita delle filiali in Austria e Ucraina.
Inoltre Unicredit sta spingendo tantissimo sul digitale dismettendo filiali, o riducendo l'orario di apertura in molti piccoli comuni per ridurre i costi. E dal 2016 al 2018 si prevedono forti tagli di personale.

Purtroppo Unicredit come tutte le banche opera in un mercato con tassi negativi e questo penalizza le banche…

Ma tu sei sicuro che un giorno andrai in pensione?

Inps tra patrimonio azzerato e riforma delle pensioni Lanciamo un sasso nello stango melmoso delle pensioni e vediamo cosa succede. Se i conti dell'Inps continueranno ad andare male prima o poi il governo sarà costretto a ridurre le pensioni di quelli che oggi sono già in pensione, vediamo perchè. Non c'è da stupirsi se il governo cerca una soluzione per ridurre la spese delle pensioni. In un paese che invecchia troppo velocemente, tra poco ci saranno più pensionati che lavoratori. Anche per colpa della crisi che sta tagliando posti di lavoro nonostante si urli che i Jobs Act hanno creato nuovi posti di lavoro, ma c'è anche il forte aumento dei voucher, quindi qualcosa non torna. Che lascia fuori dal mondo del lavoro i giovani e costringe i vecchi a rimanere a lungo sul posto del lavoro. Certo in un sistema sano lavorano sia i giovani che meno giovani, ma l'Italia non lo è. Così Si cerca una soluzione per sistemare i conti dell'Inps e rdurre la spesa pubblica. Com…

La corsa agli sportelli delle banche non è ancora iniziata

Dai dati pubblicati in questi giorni sui bilanci delle banche relativi al 2015 che riguardano la raccolta, si capisce che la tanto annunciata fuga agli sportelli non c'è stata. Forse è troppo presto per capire se sta accadendo qualcosa, e il primo trimestre del 2016 ,da quando il nuovo meccanismo sui salvataggi bancari è operativo, sarà fondamentale per capire cosa sta accadendo. Anche per colpa del cattivo andamento dei titoli finanziari sulle borse mondiali. Oggi in tv si parla quotidianamente dei problemi delle banche del rischio bail in e della caduta delle borse. Tutte le trasmissioni si occupano di questo tema. E se ne parlerà ancora di più nelle prossime settimane quando la campagna elettorale per le amministrative entrerà nel vivo. Mentre nessuno parlava delle conseguenze del bail in quando a Bruxelles il parlamento europeo discuteva sulle nuove misure da adottare sui salvataggi bancari. E nemmeno quando l'Ue decideva che le banche non dovevano essere più salvate con …

Perchè lo spread è ritornato a crescere

In questi mesi il rendimento dei nostri titoli di Stato è sceso solo grazie all'aiuto della Bce con il Quantitative Easing, che ha portato benefici per banche e spread ma è servito a poco all'economia reale. Perchè questi soldi non arrivano all'economia per colpa della difficile situazione delle banche. Che non possono concedere ulteriori prestiti a causa delle sofferenze bancarie. Adesso sembra che la luna di miele tra investitori e Italia sembra arrivata al termine. Qualcuno sta giocando sporco mettendo sotto pressione i nostri titoli di Stato, in gran parte in mano alle banche italiane. Immaginate cosa accadrebbe se queste fossero obbligate a scaricare parte di titoli sul mercato. O impossibilitate a partecipare alle prossime aste del Tesoro. L'Italia è il vero anello debole dell'Unione Europea. Salgono i rendimenti dei titoli di Stato dei paesi della periferia dell'euro. In realtà tutti i titoli della periferia dell'euro in questi giorni sono stati ve…

Saipem e Cdp

Per liberare Eni dal debito di Saipem la CdP, trasformata per l'occasione nella nuova Iri, ha partecipato all'aumento di capitale di Saipem perdendo milioni di euro. Certo l'investimento va visto nel lungo periodo, ma attualmente la CdP con Saipem sta registrando una bella perdita. Lo sanno gli italiani che parcheggiano la loro liquidità negli strumenti emessi dalla Cdp e collocati da Poste Italiane? Forse è meglio non farglielo sapere.