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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2015

Dov'erano Banca d'Italia e Consob mentre le banche fallivano

Dov'erano Banca d'Italia e Consob mentre le banche fallivano? Stavano sempre lì, al solito posto. La Banca d'Italia a Roma in via Nazionale 91. Mentre la Consob sempre a Roma ma in via Via Giovanni Battista Martini, 3.  Solo che la prima spesso su alcune irregolarità chiudeva un occhio. La seconda, invece di controllare che tipo investimenti finivano nei portafogli di sprovveduti risparmiatori scaricava le colpe sul risparmiatore per la sua scarsa informazione in materia di investimenti.

Italia 60miliardi di denaro pubblico spesi per salvare le banche europee

L'Italia ha partecipato al salvataggio delle banche degli altri paesi europei spendendo 60miliardi di euro di denaro pubblico. E non ha speso nemmeno un euro per salvare le quattro banche italiane. Ecco anche questa è una polemica assurda perché: primo queste quattro banche, come altre banche in amministrazione controllata, avevano problemi da anni. Quindi, anche l'Italia quando gli altri Stati , Olanda, Germania, Irlanda, Spagna, Cipro, Grecia hanno utilizzato denaro pubblico per mettere in sicurezza il sistema bancario, poteva farlo. Dal 2008 al 2014 d quando è scoppiata la crisi bancaria contagiata dai mutui subprime americani in Europa sono stati spesi 800miliardi di euro per salvare le banche europee, fonte Bce. Secondo, si è preferito dire che le banche italiane erano solide, quando non lo erano, e non avevano bisogno di nessun intervento. Basta guardare quanti aumenti di capitale hanno dovuto fare per mettere in sicurezza il patrimonio. Eravamo in un periodo particolar…

Salvabanche Unione Europea il governo è responsabile

Dopo le accuse del governo e della Banca d'Italia che hanno scaricato le colpe su Bruxelles per come è stato fatto il salvataggio delle quattro banche fallite, anche la Ue alza la voce.
A Bruxelles non ci stanno a passare per i cattivi di turno, questa volta a parlare è il commissario Ue alla Stabilità finanziaria Jonathan Hill che rilancia la palla nel campo italiano dichiarando che :"E' il governo italiano a essere alla guida del processo di salvataggio e ha la responsabilità.
e le banche fallite vendevano prodotti inadatti ai clienti, che non sapevano cosa stavano comprando".
Questo è un assist per le associazioni dei consumatori e per i risparmiatori rimasti coinvolti in questa triste vicenda che potranno tentare la via del tribunale con una causa collettiva per ottenere molto di più di un semplice risarcimento danni.
Se riusciranno a dimostrare che le banche nel corso degli anni hanno piazzato strumenti non adatti al profilo di rischio del risparmiatore queste …

La storia si ripete ma con personaggi diversi

Ma chi è che dice che la storia non si ripete? Avete letto gli articoli di questi giorni sui giornali, pubblicati a scoppio ritardato per evitare panico, sulla trista vicenda dei risparmi azzerati di chi aveva investito in obbligazioni subordinate e azioni delle quattro banche messe in liquidazione? Bene, non vi sembra di averli già letti in passato durante il crac Parmalat, della Cirio o delle obbligazioni argentine? Cambiano solo i personaggi, i nomi delle società coinvolte ma le storie sono sempre le stesse. Persone che avevano acquistato azioni e obbligazioni ad alto rischio senza avere un profilo adeguato. Ad esempio c'era la nonnino ottantenne, il disoccupato,la casalinga, gli analfabeti anziani. Così sembra, ma riusciranno queste persone a dimostrarlo davanti a un giudice? C'è tanto di quel lavoro per gli avvocati e le associazioni dei consumatori per anni. Possibile che ancora una volta soggetti che non dovevano possedere quei titoli in portafoglio sono rimasti in…