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Chi pagherà il conto della Popolare di Vicenza

Vuoi un prestito per acquistare casa o per la tua attività? Se acquisti azioni e obbligazioni della banca non ci sono problemi. Secondo i giornali la Banca d'Italia sapeva fino dal 2001 come funzionava la vendita di azioni della Popolare di Vicenza. Eppure non ha fatto nulla per bloccare una pratica scorretta che consisteva nell'erogazione di finanziamenti come mutui e prestiti in cambio dell'acquisto delle azioni della banca. 100mila sono gli azionisti della Popolare di Vicenza che hanno dato in garanzia i loro beni per acquistare azioni dal prezzo gonfiato. In questo modo i vertici della banca hanno gonfiato artificialmente il patrimonio e sottratto i risparmi di una vita a chi aveva investito in azioni che negli anni si sono svalutate per colpa di aumenti di capitale. Inoltre erano difficili da liquidare perché appunto non quotate a Piazza Affari. Ad accendere l'attenzione e mettere in movimento la Procura di Vicenza che ha aperto una inchiesta è stata la Bce che si è chiesta come mai la Popolare di Vicenza avesse concesso prestiti per circa 970milioni di euro per l'acquisto di azioni. Senza le stringenti norme della Bce difficilmente si sarebbe fermata questa pratica, adesso toccherà ai magistrati dirci se si tratta di truffa. A pagarne il prezzo di questa mala gestione saranno i 5mila dipendenti che rischiano di perdere il posto di lavoro, gli azionisti, obbligazionisti che dovranno partecipare a un aumento di capitale di 1,75miliardi di euro per mettere in sicurezza la banca. Ma anche i correntisti che vedranno salire i costi del loro conto corrente. Difficilmente i dirigenti che hanno gestito la banca pagheranno, anzi per dimettersi riceveranno laute ricompense. Poi toccherà ai magistrati dirci se è un reato vendere azioni in cambio di prestiti o se si è trattato solo di una pratica scorretta con la complicità della Banca d'Italia.

Popolare di Vicenza altra storia di risparmio tradito.

Questa volta chi vorrà partecipare al nuovo aumento di capitale della Popolare di Vicenza che nel primo semestre del 2015 ha registrato una perdita di 1,05 miliardi di euro, e per ricapitalizzare la banca serve una aumento di capitale di 1,5 miliardi non potrà parteciparvi chiedendo un prestito alla banca. Pratica molto usata, e forse abusata nei precedenti aumenti di capitale, quando agli azionisti venivano concessi dei prestiti per partecipare all'aumento di capitale. Questi finanziamenti che sono finiti nel mirino della Bce, e nei nelle settimane passate di questa vicenda tutta italiana ne ha parlato anche in Financial Times scrivendo un articolo sulla Popolare di Vicenza e Veneto Banca, ammontano a 975 milioni di euro. Precisiamo che non si tratta di qualcosa di illegale ma è una pratica scorretta che mette a rischio la banca e produce forti perdite ai risparmiatori, che devono dare garanzie per ottenere il prestito. Infatti chi ha partecipato a questi aumenti chiedendo un prestito oggi con la svalutazione delle azioni che non sono quotate, e i prossimi mesi con la trasformazione della Popolare di Vicenza in spa e con le quotazioni in borsa subiranno ulteriori svalutazioni. Perchè attualmente quotano a multipli alti, rispetto alla media degli altri istituti di credito, ed è evidente che con la quotazione in borsa per rendere i titoli appetibili subiranno una forte svalutazione. Conseguenze in molti che non hanno la disponibilità per partecipare all'aumento saranno costretti a liquidare le loro posizioni. Rischiando di perdere molto di più di quanto inizialmente avevano investito a causa del finanziamento. Una vicenda sottovalutata che coinvolge migliaia di persone tra clienti della banca e anche dipendenti che hanno investito i loro risparmi nella banca per cui lavorano. Perchè credevano in un progetto che in realtà ha arricchito solo i dirigenti, che nonostante le perdite causate hanno incassato delle belle ricompense . E pensare che l'ultimo aumento di capitale era stato fatto per trovare le risorse per far crescere la Popolare di Vicenza con acquisizione. Invece l'aumento serviva solo a rafforzare il patrimonio. Certo offerte per l'acquisizione di altri istituti la Polare di Vicenza ne ha fatte vedi l'opa su Etruria poi caduta nel vuoto. o l'annuncio di interessamento per Carife, si tratta di banche in difficoltà e poi commissariate. Ma fortunatamente per azionisti, obbligazionisti e dipendenti, queste offerte sono cadute nel vuoto. Adesso è la Popolare di Vicenza che ha bisogno di un socio forte .

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