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Web Tax tassa sui colossi del web o sulle transazioni?

Sai chiaro i colossi americani come Amazon, Apple, Facebook, Google, devono pagare più tasse in Europa. Gran parte della liquidità che hanno in cassa è stata realizzata anche grazie ai vantaggi fiscali che hanno ottenuto nei paradisi fiscali europei. E alle mancanza di norme europee sulla stabile organizzazione.
Ma non è introducendo una tassa tutta italiana, con il nome inglese di web tax sul ricavato che si fanno pagare più tasse a tutte quelle società che operano sul web e non hanno una stabile organizzazione in Italia.

 Se gli altri paesi dell’Unione non hanno ancora applicato una web tax, nonostante stiano discutendo a Bruxelles. Non è perchè sono meno intelligenti degli italiani, ma solo perchè non vogliono bloccare l’economia digitale. Ed evitare che le poche aziende tech che investono nei loro paesi prendano la strada dei paradisi fiscali europei. Vedi Irlanda, Regno Unito, Olanda, Lussemburgo, Malta.

 La web tax italiana che prevede un imposta del 6% sul fatturato , e non su…
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Arriva il kit anti-bufala

Le fake news, o notizie false, ci sono sempre state. Una volta si utilizzavano stampa e televisione per lanciare mezze verità nella speranza di influenzare l’opinione pubblica e cercare di indirizzare il voto. Oggi che i giornali li leggono in pochi e la televisione ha un peso minore, si utilizzano altri canali il web che la maggioranza delle persone utilizza per informarsi.

 Ma è anche più facile fare disinformazione a costi minori.
 Quanto influenzano l’opinione pubblica le fake news? Forse tanto, forse poco, in percentuale stiamo parlando di uno 0, qualcosa.
 E questo 0, qualcosa come può determinare il voto?

 Davvero gli italiani che da tempo hanno abbandonato i giornali perché non si fidano di quello che leggono, riescono a farsi influenzare da quello che leggono su internet?
Ma una cosa certa che questa caccia alle streghe sta togliendo l’attenzione su temi importanti come scuola, sanità, fisco, lavoro, economia, fallimenti bancari. Siamo troppo vicini al voto e qualsiasi decr…

Come riconoscere una fake-news?

Un decalogo per aiutare i giovani a riconoscere e indivudare le fake-news cosa è falso da cosa è vero. Ci sta, è lodevole l’iniziativa della Boldrini che mette nelle mani degli studenti una serie di strumenti per identificare chi dice la verità o chi non la dice. Anche dopo le elezioni Usa dove si dice che le Fake-news, notizie false, hanno portato alla vittoria Donald Trump.

 Il problema però non sono i giovani nativi digitali, ma quelli che sono arrivati prima di loro senza una educazione tecnologica. Non sanno nemmeno come si usa il telefonino , figuriamoci se riescono a capire quando una notizia è stata scritta per influenzare l’opinione pubblica. E quando è stata scritta per informare.

Perchè il problema non è capire se una notizia è vera o e falsa, non ci vuole molto a individuare un sito che scrive solo notizie false e detichettarlo come tale, anche Google e Facebook hanno realizzato un algoritmo per identificar ei siti di notizie false. Oppure se una notizia su Facebook scrit…

E' troppo facile arrivare al potere?

Negli ultimi tempi abbiamo assistito all’ascesa al potere di individui di fama discutibile. Vedi Trump negli Stati Uniti dove sembra che la sua popolarità, dopo nemmeno un anno di insediamento alla Casa Bianca sta andando a picco. Gli americani si sono pentiti di averlo votato?
Possibile che nemmeno la riforma fiscale promessa riesca a risollevare l’indice di popolarità di Trump?

 Difficile pensare che la sua vitoria sia da attribuire solo alle fake news che circolavano su Facebook e nei siti spazzatura creati per influenzare il risultato delle elezioni.
Più facile pensare che i social e internet hanno aiutato Trump ma non hanno determinato il successo, in un paese dove l’industria manifatturiera arranca e crea disoccupazione e forti diseguaglianze sociale e discriminazione salariale.

 Per farla breve da uomo di spettacolo sta portando aventi uno show con promesse che difficilmente potrà mantenere.

 Se invece voltiamo lo sguardo nel nostro amato Vecchio Continente troviamo il tipo st…

Intesa a Castiglione

Come fa un video promozionale e privato a finire in tendenze su Youtube? Ma anche realizzare milioni di di visite su Facebook?
 Ma questo è il problema minore, ecco perchè...

 Non ha avuto l’effetto sperato, o forse si, il simpatico video “promozionale” che da alcune ore gira su Youtube realizzato dai dipendenti di una filiale del primo gruppo bancario italiano.
 Che per un contest inteno hanno realizzato un video di presentazione dove ci mettono il loro cuore, la loro faccia, la loro testa, cantando una simpatica canzoncina e improvvisano un simpatico balletto con tanto di torta a forma di cuore.
 Il video è diventato virale tanto che ne parlano anche i giornali, comunque, va tutta la mia solidarietà ai dipendenti di quella filiale.

 Che la professione del dipendente di banca sta subendo una forte trasformazione a causa della crisi del settore bancario e della tecnologia che sta trasformando le banche tradizionali in digitale.
 Con repentini cambi di ruolo per l’impiegato di banca…

Hanno salvato le banche venete?

Con il decreto di domenica 25 giungo 2017 il Consiglio dei Ministri non ha salvato le banche venete ma correntisti e possessori di obbligazioni senior e correntisti con depositi superiori a 100mila euro delle banche venete. Ha evitato di coinvolgerli nel risanamento, ma oggi finisce la storia di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Le banche venete sono state messe in liquidazione e separate in due, quindi non sono state salvate . La parte sana come conti correnti, finanziamenti e obbligazioni senior finiscono in una God Bank acquistata da Intesa-SanPaolo per un euro. Intesa-SanPaolo ha messo alle strette il governo ed è riuscita a far valere le suo condizioni . Scaricando costi e rischi sullo Stato. Infatti, le perdite ad esempio crediti deteriorati, e obbligazioni subordinate in una Bad Bank sarà gestita dallo Stato.

Ci toccherà pagare per le banche venete

Se il Governo avesse utilizzato lo stesso metodo che ha utilizzato per salvare le banche per le aziende private, oggi la disoccupazione in Italia sarebbe molto più bassa dell’11%. Non è possibile che ancora una volta per salvare delle società private si azzerano i risparmi di azionisti obbligazionisti delle subordinate.
 E fin qui il problema e di chi ha investito in titoli che si sono rivelati spazzatura .
Ma per salvare posti di lavoro e quelle che rimane della parte sana delle Banche venete i costi devono ricadere sullo Stato.

 Se va in porto il piano di salvataggio con l’intervento di Intesa-SanPaolo, l’istituto di credito acquisterà le banche venete alla cifra simbolica di un euro.
 Non un euro per azione, un euro per tutto. Si prenderà la parte sana della Popolare di Vicenza e Veneto banca.

Per parte sana si intende conti correnti, mutui e prestiti buoni che vengono regolarmente rimborsati. Mentre la parte malata crediti deteriorati, quei prestiti che chi li ha sottoscritti non…