In un sabato qualunque un sabato italiano arriva la notizia che non ti aspetti, ma che era nell'aria.
L'agenzia di rating americana S&P taglia l'outolook dell'Italia da stabile a negativo. Adesso la probabilità che nei prossimi 24 mesi che S&P tagli il rating dell'Italia è del 33%.
Guarda un po' sti americani che con una flotta di Stati con al comando la California a rischio fallimento si preoccupano di giudicare l'Italia, e la trattano come uno dei paesi Pigs (Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna) e ci mette nelle mani degli speculatori che non aspettavano altro. Adesso c'è il rischio che anche Mooby's e Fitch, altre agenzie di rating americane, vadano dietro a S&P. La notizia del taglio dell'outlook da parte di S&P è arrivata a mercati chiuso, ma anche nel week end che precede la partenza dell 'aumento di capitale di una delle più grandi banche italiane...
Ma non si può dare nemmeno torto a S&P la colpa è anche nostra della crescita che non c'è, basta vedere i dati Eurostat, il Pil nel primo trimestre è salito appena dello 0,10%, contro una media europea dello 0,80%, siamo uno dei paesi che cresce meno in Europa. Nel primo trimestre addirittura la Grecia ha registrato una crescita dello 0,80% e la Spagna dello 0,3%, paesi che stanno peggio di noi . Per non parlare del debito che non scende. Della politica troppo distante dai problemi del cittadino, che si avvicina solo in campagna elettorale, ma che una volta passato il periodo elettorale non fa nulla per cambiare un paese che da anni è fermo, troppo fermo...
sabato 21 maggio 2011
L'outlook, è negativo
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